Frode in commercio e contraffazione di indicazioni geografiche, sequestro per quasi 750 mila euro

2' di lettura 26/04/2022 - La Guardia di Finanza di Voghera e l'Arma dei Carabinieri di Stradella hanno dato esecuzione a un decreto applicativo di misure cautelari reali che dispone il sequestro preventivo finalizzato alla confisca diretta e per equivalente di disponibilità finanziarie e partecipazioni societarie per complessivi 740.000 E nei confronti di una società cooperativa attiva in provincia di Pavia nel settore della produzione e commercializzazione di vini.

La misura cautelare, disposta dal Giudice per le indagini Preliminari del Tribunale di Pavia, rappresenta il risultato finale dì una complessa attività d'indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Pavia, svolta dalla Compagnia Carabinieri di Stradella e dalla Compagnia Guardia di Finanza di Voghera, con il concorso del Gruppo Carabinieri Forestale di Pavia e dell'ispettorato Centrale della tutela della Qualità e della Repressioni Frodi dei prodotti agroalimentari (I.C.Q.R.F.), che ha consentito di eseguire il sequestro preventivo di disponibilità finanziarie e partecipazione societarie per un valore complessivo pari a 740.000 euro, nei confronti di una società che avrebbe beneficiato di un illecito profitto derivante dalle condotte fraudolente di tre soggetti, a vario titolo indagati per i reati di associazione a delinquere finalizzata alla frode in commercio e alla contraffazione di indicazioni geografiche o denominazioni di origine dei prodotti agroalimentari.

Nel gennaio 2020 i militari della Guardia di Finanza e dell'Arma dei Carabinieri avevano eseguito cinque arresti e complessive 28 perquisizioni domiciliari, locali e personali nei confronti di altrettanti soggetti indagati, aziende vitivinicole e laboratori analisi, ad esito di una prima fase di indagini. Le investigazioni avevano consentito di accertare che i vertici di una cantina pavese, con il concorso di professionisti e titolari di aziende agricole, commercializzavano vini a denominazione di origine controllata e a indicazione geografica protetta verosimilmente contraffatti per quantità, qualità e origine.

Le condotte oggetto di indagine erano state perpetrate attraverso il sistematico ricorso a conferimenti di uve diverse per tipologia rispetto a quelle attestate nei documenti ufficiali, nonché attraverso l'utilizzo di ingenti quantità di sostanze vietate dalle norme di settore, quali zucchero invertito ed anidride carbonica, o soggette a specifici






Questo è un articolo pubblicato il 26-04-2022 alle 14:54 sul giornale del 27 aprile 2022 - 104 letture

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